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In seguito a numerosi incontri tecnici presso l’azienda è emersa la volontà di valorizzare le materie prime “secondarie” ricavate da rottame (tutto il materiale di scarto derivante da sfridi di lavorazione, scarti e vecchi manufatti usciti di scena per obsolescenza), per rigenerarle in alluminio ad elevata qualità.

È nato così un innovativo progetto di Ricerca & Sviluppo, realizzato congiuntamente da due aziende, che ha i presupposti per rivoluzionare il settore della produzione dell’alluminio ad elevata qualità attraverso lo sviluppo di un nuovo processo-prodotto nella raffinazione del materiale e di un’innovazione di processo nel suo utilizzo in settori di punta quali l’automotive.

L’obiettivo del progetto era implementare un processo in grado di selezionare e analizzare almeno 12/15 tonnellate all’ora di rottame dal quale recuperare circa il 10/15% di materiale nobile da destinare alla produzione delle leghe di alluminio rigenerato e realizzando un nuovo materiale in grado di:

  • garantire prestazioni confrontabili con quelle delle leghe primarie,
  • azzerare il differenziale di costo tra le componenti realizzate in alluminio e quelle in acciaio,
  • accelerare esponenzialmente la diffusione dell’alluminio nel settore automotive, partendo dalle fasce medio/alte fino ad arrivare a fasce di livello inferiore.

 

Il progetto di ricerca, presentato a valere sullo strumento nazionale denominato Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS),prevede:

  • un finanziamento a tasso agevolato fino al 70% delle spese ammissibili;
  • contributo a fondo perduto pari al 15% delle spese ammissibili.

 

il progetto di Ricerca e sviluppo presentato è risultato tra i primi progetti finanziati a livello nazionale, ed ha consentito alle aziende di realizzare un ambizioso progetto altrimenti non realizzabile solamente con i propri mezzi.